Desenfadado

Riflessioni utili e inutili

The Iron Lady

su 30 gennaio 2012

The Iron Lady, regia di Phyllida Lloyd UK 2011

Innanzitutto un inchino a Meryl Streep sempre grande in tutti i suoi ruoli e anche a questo interessante inno alla femminilità non femminista nonché tentativo di rendere umana una donna che tutto sembrava tranne che fatta di carne ed ossa.

È l’uomo di latta che acquisisce un cuore, è Pinocchio che diventa bambino o Dart Vader che ridiventa Anakin, il tutto raccontato da una folle e lucidamente presente Margareth, novella King Lear o Amleto, affiancata dal fantasma del marito.

È evidente in questa storia Shakespeariana che la Thatcher venga dipinta come donna con un grande cuore, e non la cinica potente che ricordiamo, una donna che ama talmente il marito da non poterne accettare la morte, una primo ministro preoccupata più di quello che sentono le famiglie dei marinai caduti nelle Falkland che dell’andamento della guerra, una statista che con Reagan balla senza pensare alla terribile (col senno di poi, ossia oggi) rivoluzione liberal-conservatrice che attuarono.
Una Maggie sognante il principe azzurro che la faccia ballare leggiadra sulle note de “Il re ed io” (e non al suono di “Rule Britannia).

La fine del suo regno è una decisione presa per amore (e non opportunità politica) causata dal tradimento dei suoi pupilli-servitori-ministri (ma dov’è Major?)
Toccante la continua presenza delle sorellastre di cenerentola, dei mutaforma che sono le amiche dell’età del liceo, e anche le mogli dei dirigenti politici conservatori, ma anche i compagni di partito o le pazienti donne che la accudiscono in età avanzata.

La spirale del potere viene enfatizzata dai blu sempre più accesi indossati man mano che sale, e dai rossi che segnano la sua caduta, fino alla passerella su petali di rosa sanguigni. Lei che voleva andare verso il futuro termina con un “non vado da nessuna parte”.

Da vedere, perchè Maggie è comunque una donna straordinaria che ha cambiato il mondo, e se non altro per comprendere come l’attuale governo britannico (che ha finanziato il film) stia cercando di minimizzare le responsabilità tutte Tories di alcuni dei disastri economici attuali.

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