Desenfadado

Riflessioni utili e inutili

Giorno 3 e 4; dell’Egeo e della queen (senza drag)

La carta di questi giorni è la donna, di fiori o di quadri non so, peró è sicuramente rossa.

Incontrare per caso un’amica (che dovrebbe stare in Messico) a Santorini è il massimo delle coincidenza fortuite, e i messaggi che ha passato sono altrettanto serendipitici (se mai esiste il termine).

Annunci
Lascia un commento »

Giorno 2; dell’Acropoli e del drago (senza queen)

San Giorgio o San Michele contro il drag(o) in una Atene calda ma estremamente luminosa. Cieli tersi azzurri profondamente blu. Ma quanto è bella Atene?

In tutto questo trovai un Drago ma mi è parso giusto lasciare che restasse a girare per Atene, libero di mimetizzarsi tra la merce delle bancarelle e di infestare case diroccate.

Lascia un commento »

Giorno 1; delle drag queen e del testosterone

Neanche il tempo di pranzare in Plaka che vediamo un tizio alienato vestito da signorina con tanto di trampoli altissimi (erano le 15 locali) se la girava tranquillo per le strade trafficate. Aveva fatto completamente suo il mantra “fregatene”, così come gli Euzoni che alti solenni e impeccabili non vedono nemmeno l’idiozia dei turisti che si selfificano con loro. Non avevo mai considerato Atene come una città di e per drag queen.

“Cossinelle” nome omen (se non altro per assonanza)

Pura Bisanzio

Lascia un commento »

Mai titolo fu più azzeccato

Pura serendipità, in partenza, in aeroporto mi viene messo davanti quello di cui ho bisogno qui ed ora

Lascia un commento »

Giorno 11; rassegnazione esistenzial-popolare?

Giorno 11; rassegnazione esistenzial-popolare?

Forse perché è mercoledì ed è settembre, ma oggi la nave è piena di anziani. Tutti abbronzati, vestiti da ragazzini anacronistici, che si annoiano in attesa di qualcosa. Oggi aspettano l’arrivo in porto, ma i discorsi e le espressioni sono le stesse che si possono incontrare in posta o al supermercato, occhi che attendono sotto pettinature improbabili.

Ci sono quelli che hanno la situazione sotto controllo, che spocchiosi sentenziano su tutto perché sanno tutto anche come si governano le navi, in questo modo la loro attesa sembra meno inutile e noiosa. Poi gli altri che ascoltano e danno ragione, non perché siano d’accordo o competenti, ma per evitare di entrare in discussioni ancora più inutili di questa inutile attesa. Sembrano sazi, da domenica pomeriggio, e anche un po’ nauseati dall’abbondanza, abbondanza loro e condivisa al massimo con i familiari stretti, ma non è detto. Abbondanza egoista espiata con la partecipazione a messe, funzioni e in onlus/volontariato ludosociosanitario. Così per pulirsi di quel vago senso di colpa egoistarraffone e soprattutto per occupare il tempo mentre sono in attesa.


Attesa esistenziale di un giudizio? Di un fine, un senso? Del vuoto? Di una risposta sul senso della (loro) vita?

Io non voglio diventare così, ho sempre cercato di fare cose anche memorabili, non tollero gli sprechi anche di tempo, non sopporto le attese e soprattutto non avrò una pensione e dei diritti acquisiti sacri e intoccabili da sbattere in faccia con egoista menefreghismo alle generazioni future. Ma se al contrario stessi proprio facendo così anche io? E se questo post fosse il primo segno dell’inacidimento del cuore? E se anche io stessi diventando un anziano in attesa?

Lascia un commento »

Giorno 6: taci che fai più bella figura

“Taci che fai più bella figura” la Bartolini.

In effetti oggi questo è quello che mi gira per la testa. Colpa del Panachè?

Lascia un commento »

Giorno 5 quello che scrivo è interessante?


“Scrivi qualcosa degno d’esser letto o fai qualcosa degno d’esser scritto.”  Benjamin Franklin

Qualcosa su cui riflettere, ma a qualcuno frega qualcosa delle mie gocce di sudore, e di come si fa lo yogurt? O del fatto che sistemo pulisco e rifletto sulla simbologia di queste azioni?

A qualcuno interessa veramente?

E a me interessa veramente andare in fondo?


Lascia un commento »

Giorno 4 andiamo a scavare…

… ma non in miniera (almeno non oggi)

Arrivare a notte fonda nella casa di  famiglia e vedere che anche qui c’è bisogno di sistemare e fare pulizia mi lascia perplesso. Si è trattato di scavare e buttare cose che non sono mie ma che comunque influenzano la mia giornata.

Quando si scava per sistemare casa si va a toccare la rappresentazione dell’inconscio di chi abita quella casa, e in questo caso si potrebbe essere trattato di dare una ripulita all’inconscio collettivo della mia famiglia. Bella responsabilità…

Oppure semplicemente bisognava sistemare casa. Ancora. Quindi ora che anche qui è fatto cos’altro devo sistemare? L’esistenza m chiede forse di spolverare il talento feng shui?

Lascia un commento »

Giorno 3 sta sü de doss


Deve diventare il mantra di questi giorni. Se mi rompi i coglioni sta sü de doss, io devo iniziare ad avere gente bella intorno per fare quello che mi piace.

Mi piace viaggiare, mi piacciono i porti e le navi, mi piace scoprire e mi piace sentire il profumo di libertà, quella vera e sana che voglio condividere con chi amo. Er che l’amore ci rende liberi e ci nutre di bellezza.

Lascia un commento »

Giorno 2 pulizie…

Ieri dicevo che si deve iniziare con le pulizie, togliersi di dosso  tutto il vecchio possibile. Ho iniziato da casa, macchina, gatto, io.

Capelli rasati con amore dal marito. E poi il sudore.

Sano purificante, quelle gocce che scendono piano nella schiena e che d’un tratto si insinuano fresche in mezzo ai glutei.

Mi sento più leggero e voglio continuare ad alleggerire l’aura, come dire…. Sta sü de doss

Lascia un commento »