Desenfadado

Riflessioni utili e inutili

Giorno 6: taci che fai più bella figura

“Taci che fai più bella figura” la Bartolini.

In effetti oggi questo è quello che mi gira per la testa. Colpa del Panachè?

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Giorno 5 quello che scrivo è interessante?


“Scrivi qualcosa degno d’esser letto o fai qualcosa degno d’esser scritto.”  Benjamin Franklin

Qualcosa su cui riflettere, ma a qualcuno frega qualcosa delle mie gocce di sudore, e di come si fa lo yogurt? O del fatto che sistemo pulisco e rifletto sulla simbologia di queste azioni?

A qualcuno interessa veramente?

E a me interessa veramente andare in fondo?


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Giorno 4 andiamo a scavare…

… ma non in miniera (almeno non oggi)

Arrivare a notte fonda nella casa di  famiglia e vedere che anche qui c’è bisogno di sistemare e fare pulizia mi lascia perplesso. Si è trattato di scavare e buttare cose che non sono mie ma che comunque influenzano la mia giornata.

Quando si scava per sistemare casa si va a toccare la rappresentazione dell’inconscio di chi abita quella casa, e in questo caso si potrebbe essere trattato di dare una ripulita all’inconscio collettivo della mia famiglia. Bella responsabilità…

Oppure semplicemente bisognava sistemare casa. Ancora. Quindi ora che anche qui è fatto cos’altro devo sistemare? L’esistenza m chiede forse di spolverare il talento feng shui?

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Giorno 3 sta sü de doss


Deve diventare il mantra di questi giorni. Se mi rompi i coglioni sta sü de doss, io devo iniziare ad avere gente bella intorno per fare quello che mi piace.

Mi piace viaggiare, mi piacciono i porti e le navi, mi piace scoprire e mi piace sentire il profumo di libertà, quella vera e sana che voglio condividere con chi amo. Er che l’amore ci rende liberi e ci nutre di bellezza.

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Giorno 2 pulizie…

Ieri dicevo che si deve iniziare con le pulizie, togliersi di dosso  tutto il vecchio possibile. Ho iniziato da casa, macchina, gatto, io.

Capelli rasati con amore dal marito. E poi il sudore.

Sano purificante, quelle gocce che scendono piano nella schiena e che d’un tratto si insinuano fresche in mezzo ai glutei.

Mi sento più leggero e voglio continuare ad alleggerire l’aura, come dire…. Sta sü de doss

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Giorno 1


Inizia un periodo strano di riposo e didefaticamento mentale. Punto primo far sì che il verde nuovo esca dalla gabbia. Riordiniamo e buttiamo il vecchio. 

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Bruxelles: prologo ed epilogo

Dopo qualche anno ritornare a Bruxelles è qualcosa che mi emoziona, voglio riassaporare tutti quegli angoli che ho apprezzato e raccontato nel film, nelle storie e negli articoli, tutto materiale che sembra appartenere ad un’altra vita, altri amici altri viaggi.
Devo dire che un po’ mi manca il pizzicorio che provavo quando girando per le Fiandre e per Bruxelles inventavamo cose mai viste prima, insieme ai miei compagni di ventura, come quella volta che con Donato e il Cuccia abbiamo creato la sceneggiatura semplicemente ascoltando i suggerimenti che le città stesse ci sussurravano; oppure quando insieme a GB, Donato e altri selezionavamo in un teatro di Gent i gruppi che avrebbero partecipato al Flandrika lifestyle festival.

Ricordi di cose importanti ma passate. Cosa succede ora dopo questi anni a Bruxelles? Beh scoprirlo non è facile perché difficilmente si trovano informazioni che vadano un po’ oltre le cozze e la birra. Tre enti del turismo che reclamano il diritto di rappresentare Bruxelles e nessuno con informazioni aggiornate e attendibili. Peccato perché so bene che c’è tantissimo da vedere.
Forse si tratta di una diversa scala di priorità? Forse a nessuno interessa quello che serve al turista, forse interessa solo far vedere ai propri elettori che si fa qualcosa?
E se così fosse, quanto è vero che tutto il mondo è paese?

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Apprendisti stregoni…

euros1 Dicono che se non altro non rubano. Ottimo. Ma quello che mi fa infuriare è che una cosa banale come la normalità debba diventare un merito.

Non rubare mentre gestisci la cosa pubblica dovrebbe essere la base da cui partire, non un “superpotere” invece mi rendo conto che l’unica ragione per cui ho dato la mia preferenza ai 5 stelle è perchè non rubano.

Ora avendo visto e avendone conosciuti mi chiedo se non rubano perchè realmente onesti o perchè non sono in grado di farlo perchè troppo stupidi? Certo che si tratta di una domanda retorica e sicuramente stupida, visto che la maggiorparte non ruba perchè onesta, e visto che qualcuno ruberebbe se potesse. Ma non è questa forse la stessa situazione degli altri partiti?

E quindi dov’è la differenza? In dove sono diversi dagli altri quei loschi figuri che cercano di chiudere in se tutto il potere decisionale accusando poi gli altri di non partecipare alle decisioni? A me sembra che stiamo assistendo ai tentativi di formazione di una casta, formata da gente impreparata e incompetente che scambia la lettura di post in rete con uno studio dettagliato, con una competenza, che cerca di riciclare carriere e vite deludenti e frustranti buttandosi nella politica.

Penso che così non se ne esca, il mito del buon cittadino ignorante serve forse a spaccare tutto, ma a chi serve spaccare tutto se non ai mediocri? Chi ci guadagna veramente?

Il fatto di dichiararsi onesti non può essere l’unico discrimine.

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C’era una volta…

Una volta, un tizio aveva talmente tanta voglia di ricchezza che riuscì, utilizzando il potere politico, a manipolare la realtà e a corrompere, tanto che arrivò ad essere ricchissimo; finché, smascherato, non dovette scappare in Tunisia.
Allora un altro tizio, che aveva una fortissima voglia di potere, utilizzando il mezzo mediatico, riuscì a sua volta a manipolare la realtà, a corrompere, ad arricchirsi e a controllare il potere politico diventando potentissimo. Fino a che, anch’egli smascherato, non dovette dedicarsi una volta al mese ai servizi sociali (il suo compare scappò in Libano).
Quindi un altro tizio ancora, che aveva una voglia pazza di fare la soubrette in tivù, riuscì, raccontando balle clamorose e corrompendo, a conquistare il potere politico, a manipolare la realtà e ad arricchirsi, tanto che diventò celeberrimo ed era sempre in tivù. Questo non è ancora stato smascherato, almeno non da tutti.
Mi chiedo: cosa aspettiamo a smascherarlo e a mandarlo a fare la velina? Sì, perché, se è lì, di fatto è solo colpa nostra. E il tizio di turno continuerà ad infilare l’ombrello dove meglio crede, tanto noi al massimo brontoliamo (ma mai troppo forte).

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viversi addosso le cose…

20131030-090650.jpgNon basta leggerle, ma a volte bisogna anche viverle perchè se no non si è contenti, almeno pare che io non lo sia.

In questo periodo si tratta di Se, di Kipling (Si, quella di Marzullo)…

“Se saprai mantenere la testa quando tutti intorno a te
la perdono, e te ne fanno colpa.
Se saprai avere fiducia in te stesso quando tutti ne dubitano,
tenendo pero’ considerazione anche del loro dubbio.
Se saprai aspettare senza stancarti di aspettare,
O essendo calunniato, non rispondere con calunnia,
O essendo odiato, non dare spazio all’odio,
Senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo saggio;

Se saprai sognare, senza fare del sogno il tuo padrone;
Se saprai pensare, senza fare del pensiero il tuo scopo,
Se saprai confrontarti con Trionfo e Rovina
E trattare allo stesso modo questi due impostori.
Se riuscirai a sopportare di sentire le verità che hai detto
Distorte dai furfanti per abbindolare gli sciocchi,
O a guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
E piegarti a ricostruirle con i tuoi logori arnesi.

Se saprai fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
E rischiarlo in un unico lancio a testa e croce,
E perdere, e ricominciare di nuovo dal principio
senza mai far parola della tua perdita.
Se saprai serrare il tuo cuore, tendini e nervi
nel servire il tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tenere duro quando in te non c’è più nulla
Se non la Volontà che dice loro: “Tenete duro!”

Se saprai parlare alle folle senza perdere la tua virtu’,
O passeggiare con i Re, rimanendo te stesso,
Se né i nemici né gli amici più cari potranno ferirti,
Se per te ogni persona contera’, ma nessuno troppo.
Se saprai riempire ogni inesorabile minuto
Dando valore ad ognuno dei sessanta secondi,
Tua sara’ la Terra e tutto ciò che è in essa,
E — quel che più conta — sarai un Uomo, figlio mio!”

 

Se proprio vogliamo eccola in versione originale.

“If you can keep your head when all about you
Are losing theirs and blaming it on you;
If you can trust yourself when all men doubt you,
But make allowance for their doubting too:
If you can wait and not be tired by waiting,
Or being lied about, don’t deal in lies,
Or being hated, don’t give way to hating,
And yet don’t look too good, nor talk too wise;

If you can dream—and not make dreams your master;
If you can think—and not make thoughts your aim,
If you can meet with Triumph and Disaster
And treat those two impostors just the same:
If you can bear to hear the truth you’ve spoken
Twisted by knaves to make a trap for fools,
Or watch the things you gave your life to, broken,
And stoop and build ‘em up with worn-out tools;

If you can make one heap of all your winnings
And risk it on one turn of pitch-and-toss,
And lose, and start again at your beginnings
And never breathe a word about your loss:
If you can force your heart and nerve and sinew
To serve your turn long after they are gone,
And so hold on when there is nothing in you
Except the Will which says to them: “Hold on!”

If you can talk with crowds and keep your virtue,
Or walk with Kings—nor lose the common touch,
If neither foes nor loving friends can hurt you,
If all men count with you, but none too much:
If you can fill the unforgiving minute
With sixty seconds’ worth of distance run,
Yours is the Earth and everything that’s in it,
And—which is more—you’ll be a Man, my son!”

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